Mostra personale, 1986

Palazzo della Provincia, Sala Mostre
Asti, 15-30 gennaio 1986

Leggendo con emozione le vaste superfici visive di Valeria Ciotti, non ho trovato tracce di ricerca di «poeticità» del motivo o di alcuna altra specie di comunicazione romantica, ma piuttosto una dimostrazione di alta qualità lirica che l’esperienza pittorica nella realtà, compiuta da questa donna (che io prima non conoscevo), rende legittima: perché non sostituibile con altra esperienza diversamente compiuta.

La tecnica utilizzata è, infatti, un insieme di mezzi di conoscenza e di comunicazione, che si colloca al centro del sistema culturale del mondo moderno: anzi la sua riproposizione matura e consapevole colloca Valeria, sia su un piano morale che di socialità, ad un livello capace di evidenziare i segni e le esperienze in modo qualitativamente provato. Nel rapporto con la realtà la Ciotti non si piega a nessuna mediazione o condizione orientata: soltanto l’esperienza ed i suoi problemi, uniti ad una profonda conoscenza dei mezzi della pittura, la aiutano a liberare ogni necessità espressiva. La sua, in sostanza, è un’operazione visiva che si libera continuamente da ogni regola o consuetudine tecnica in grado di compromettere la resa dei colori. La conoscenza dei contrasti simultanei, nell’uso di colori purissimi, evidenzia l’obiettivo: fondare la pittura sulle leggi scientifiche della visione, però, creativamente vissute come esperienza metodologica in pieno movimento vitale. Sulle tele non esiste traccia di regola statica, costrittiva: in definitiva asfittica.

Solo dopo aver letto questa eccitante vitalità mi sono accorta che stavo godendo di composizioni di grande qualità creativa, di quella specie, voglio dire, che non si può confondere con il gesto casuale o semplicemente provocatorio. La strutturazione della sua comunicazione, infatti, rende possibile il dialogo. Si tratta di creatività strutturata nell’ideazione, nella progettazione ed infine nella realizzazione, che diventa il linguaggio di una espressione liberante per chi lo ha creato e profondamente stimolante per chi lo legge. È un linguaggio in cui un gesto di «esplosione» ripetuto mi ha reso leggibile la storia di una perseguita ricerca interiore, fatta di alberi che vivono nel colore, di forme che si muovono nel vento, di sintesi unitaria e profondamente autonoma data alla luce.

Si tratta di apparizioni simultanee di masse in superficie che, a chi abbia la pazienza di riflettere oltre, comunicano come la composizione, nel suo insieme, sia dettata dalla forza di una fantasia che «sente la vita»: è questo il valore che in Valeria Ciotti mi ha emozionata. Non ho sentito, infatti, tanto l’affinità di una pittrice donna, ma piuttosto il profondo e positivo turbamento provocato da chi dipinge con volitività. Quella stessa, frutto del bisogno espressivo di chi ha il coraggio di continuare a cercare e a trovare la vita.

| Anna Vigazzola |

Catalogo: Presentazione di Anna Vigazzola.
Illustrazione in catalogo e in locandina: «L’albero verde», |Oli•130|.