«Composizione n 1», 1992 |Oli•152| — «Composizione n 2», 1992 |Oli•153|

Si tratta di un’opera strettamente legata con quella a titolo «Composizione n 1» (|Oli•152|) In entrambe ci troviamo di fronte a forme e piani, che puntano a divenire volumi, che anticipano il salto/la rottura anticipata con i due lavori Spartacus e compiuta con la trilogia Stones. L’impressione è quella di un paesaggio che si scompone [...]

«Stones n 1», 1993 |Oli•154|

In questa, come nelle altre due opere (|Oli•155| e |Oli•156|), il discorso diventa, a mio avviso, più confuso e non completamente risolto. Mi sembra di intravedere il tentativo da parte di Valeria di volgere il proprio linguaggio verso cifre e segni di matrice “surreale” (la pietra, le suture, la costruzione simil scultorea delle masse...). Mi [...]

«Stones n 2», 1993 |Oli•155|

Ancora più chiaramente che nel caso di «Stones n 3» (|Oli•156|) mi viene spontanea la domanda: «Che cosa sono/indicano/significano le stones dei titoli?». Davanti a queste forme tento di dare spazio/sfogo alla fantasia e all’immaginazione: mi pare di poter vedere un pesce nella forma superiore, come riflesso specularmente (in forza di uno specchio d’acqua?) dalla [...]

«Stones n 3», 1993 |Oli•156|

C’è qualcosa di criptico e per certi versi misterioso in questo lavoro come in quelli coevi, soprattutto per quanto riguarda gli Stones. L’impressione è che sulla consueta tavola cromatica, ulteriormente alleggerita e resa più delicatamente solare, galleggino o si incidano/si imprimano forme e segni che richiamano i grafismi di Garelli (delle opere su carta). Ritornano [...]

«Composizione n 1», 1993 |Oli•157|

Siamo negli anni in cui il linguaggio si volge senza più mezzi termini, in maniera dichiarata, verso un tipo di astrazione lirica e delicata. In particolare ci troviamo di fronte a quel periodo, l’ultimo, nel quale le linee e i segni incominciano a muoversi (diventano «tremolanti»: effetto dato dall’impiego di tecnica acquarellata o chinata?) creando [...]

«Composizione n 2», 1993 |Oli•158|

Quest’opera è incantevole. Il cielo è ancora un cielo d’inverno, ma assolutamente lirico, poetico fantastico e liberatorio. Le forme triangolari che lo intessono e lo movimentano con i loro colori, ancora una volte dipinte con un’eleganza davvero superiore, compaiono come trasposizioni evanescenti e magiche/stilizzate di rami e foglie di alberi, scarni e rarefatti e votati [...]

«Senza titolo (vascello)», 1993 |Oli•161|

Si tratta di un’opera bellissima, leggera, magica ed intensa al tempo stesso. In quest’opera tutto si muove e sembra voler venir fuori dallo spazio angusto nel quale si trova confinato: il cielo rosa con le sue verminosita, così come il mare verde con il volume dei suoi flutti; e poi quel vascello, così sinteticamente e [...]

«Fantasia n 1», c. 1993 |Oli•163|

L’opera potrebbe collocarsi nei mesi a cavallo tra il ’93 ed il ’94; si vedano i richiami segnici esistenti tra questo e «Fantasia n 2» (|Oli•164|) e le opere su carta eseguite nelle ultime settimane di lavoro. L’opera, più ancora di quella seguente, contiene tracce segniche di un decantato «surrealismo»/«simbolismo» mattiano (da Matta). Il soggetto: [...]

«Fantasia n 2», c. 1994 |Oli•164|

Come già si diceva sopra (v. «Fantasia n 1», |Oli•163|), quest’opera risponde ad un’esigenza compositiva molto simile, in alcuni particolari oserei dire addirittura identica: coperture cromatiche che nascondono elementi coincidenti, campi di colori che ritornano con identiche partizioni. I segni e le forme mi paiono quelle che caratterizzano l’ultimo periodo. Impervio però decifrare il soggetto: [...]

«Senza titolo (notturno)», 1994 |Oli•165|

È caratterizzata dal tentativo di emulare/imitare/ottenere attraverso il medium pittorico i risultati e gli effetti chiaroscurali e di trasparenze dei contemporanei lavori su carta dove sono raggiunti con l’impiego di tecniche miste che fanno largo uso dell’acquarello e dei riporti di carte veline. Il soggetto è costituito da due strutture, come legate da doppio filo [...]

«Senza titolo (strutture n 2)», 1994 |Oli•167|

In quest’opera, come anche in «Senza titolo (strutture n 1)» (|Oli•166|), le tracce e i piani cromatici, la stesura pittorica si frantumano in maniera nervosa, quasi a voler sacrificare o comunque confondere le linee ed i segni che a questo punto le rimangono sottesi/sospesi. La pittura rimane cromaticamente affascinante, ma stilisticamente e compositivamente più impenetrabile. [...]

«Senza titolo (ovale)», 1994 |Oli•168|

Come nella tela «Composizione n 1» (|Oli•157|) le linee si muovono, le curve si incrociano e un’ipotetica forma/figura ovale sembra scomporsi o dilatarsi in una serie di riflessi/trasparenze che la muovono ed agitano sul piano. Anche la tavolozza sta cambiando: i toni accesi si alternano al campo bianco/ghiaccio, quasi un sudario/velario di non memoria e [...]